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Tra il 16 e il 20 settembre del 2013 nella bacheca pubblica di Giacomo Russo, il ragazzo Catanese morto cadendo dalla nave della Grimaldi Lines in Spagna pubblica...

Grand Theft

Grand Thief Auto, per chi non lo conoscesse è il gioco in cui si impersona un boss della malavita che va in giro per la città facendo di tutto: ruba auto, corre dai tetti dei palazzi sparando all'impazzata, ferma le gente per strada e le picchia.

Non è tanto la trama del gioco che interessa, ma il modo in cui è fatto, ricordo infatti le infinite ore passate a giocarci e quando nella bacheca del povero Giacomo ho visto che ne era appassionato, mi sono reso conto di una strana similitudine.

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Theft auto è ambientato in una grande città americana, ricordo che quando ci giocavo andavo sempre a finire al porto, vicino la spiaggia, dove mi divertivo a correre e a lanciarmi nell'acqua.

Giocare per ore a questo gioco è strano, quando smetti e stai in giro è così realistico che veramente ti viene da comportarti come nel gioco, dove hai la massima libertà.

Il gioco ha causato negli Stati Uniti numerose proteste, soprattutto per la possibilità che ha il giocatore di picchiare ed investire praticamente qualsiasi passante.

Non so se questo gioco è correlato all' incidente del ragazzo che sicuramente sarà avvenuto per lo piu' per distrazione o gioco, e forse resta la voglia di trovare una spiegazione razionale ad una tragedia così grande, ma certamente videogiochi del genere in cui i ragazzi si immedesimano giocando per ore, in cui imparano a sentirsi quasi onnipotenti, non sono forse un buon esempio per loro.

 

 

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