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La leggenda di Aci e Galatea

Nella striscia di costa jonica contrassegnata dai "Faraglioni di Acitrezza" è ambientata una delle leggende più poetiche dell'antichità, quella che racconta la vicenda passionale della bella ninfa Galatea, figlia del dio marino Nereo, e del suo innamorato, il mite pastorello Aci. 

Secondo l'antico racconto, il rozzo ciclope Polifemo, invaghitosi della ninfa, schiacciò il rivale sotto un macigno e gli Dei, impietositi dallo strazio di Galatea, trasformarono il sangue del pastorello in un fiume che trova pace nel mare dove l'attende l'abbraccio affettuoso dell'innamorata. La fantasia ha così personalizzato, ammantandoli di poesia, l'infuriare periodico dell'Etna (interpretato dalla violenza del ciclope Polifemo), la spuma del mare (il candore della pelle della ninfa Galatea) e il fiume Aci, che scorreva nei pressi di Capomulini (il pastorello innamorato).

Dove si trova:

DescrizioneL’origine di Acitrezza, attualmente frazione di Acicastello, risale a quando nel 1672 Stefano della Casa Riggio principe di Campo Fiorito ne acquistò il territorio. Nel 1600 infatti, era una zona quasi completamente disabitata nella quale gli abitanti dell’antica Acireale vi lavoravano lino e canapa per intrecciarli, forse da qua il nome “Trezza”, anche se molteplici sono le ipotesi sull’origine del suo nome. Oggi tutti conoscono Acitrezza, non soltanto per la bellezza dei suoi paesaggi, ma anche perché lo scrittore catanese Giovanni Verga l’ha resa protagonista del suo romanzo, “I Malavoglia”, descrivendone la vita dei pescatori e delle loro famiglie.
Attrattive:
 L’Isola LacheaL’Isola si trova di fronte al mare di Acitrezza ed ha un estensione di circa due ettari. Attraverso delle scalinate si può raggiungere il museo ittico, un antico pozzo, e un’ abitazione costruita nella dura argilla dove probabilmente abitò un’eremita alla fine dell’XI secolo, San Giovanni l’anacoreta. Museo la Casa del NespoloÈ la casa in cui Giovanni Verga fa risiedere i Malavoglia, la famiglia di pescatori protagonista del suo romanzo. Al suo interno vi si possono trovare i vecchi arnesi utilizzati dai pescatori e le foto tratte dal film di Luchino Visconti, La terra trema, girato nel 1948 e i cui attori erano dei veri pescatori di Acitrezza.Orario invernale (da ottobre a marzo): h 9,30-12,30 / 16,00-18,00Orario estivo fino a metà giugno: h 9,00-13,00 / 15,30-18,30; da metà giugno: h 9-13 / 17,00-21,00  La casa dei pescatoriLuchino Visconti vi girò delle scene del film La terra trema come sede dei grossisti che si approfittavano dei poveri pescatori. All’interno si conservano ancora vari cimeli legati alla loro vita e alle loro credenze.  Risorse naturaliRiserva Naturale Marina Isole CiclopiIl mare di Acitrezza, così come quello di Acicastello, fa parte di questa riserva marina. In particolare sono tenute sotto controllo la fauna e la flora dell’Isola Lachea. Varie specie di animali si trovano infatti sull’isola che non possiamo ritrovare in altre parti, come la lucertola Podarcis sicula ciclopica.Tra le specie vegetali, di particolar rilievo è il Catapondium marinum tipico delle aree a contatto con l’acqua marina.
Prodotti tipici
Città di pescatori, Acitrezza è naturalmente famosa per servire nei suoi ristoranti il pesce fresco. Tipiche sono le grigliate condite con un intingolo a base di olio di oliva, limone, prezzemolo ed erbe aromatiche.Feste e eventi

  • U Pisci a mari

24 giugno festa del patrono San Giovanni Battista.Per l’occasione viene mimata la parodia  della pesca del pesce spada che si svolgeva nello stretto di Messina e che prende il nome di “u pisci a mari”. Un bravo nuotatore finge di essere il pesce prima inseguito dai pescatori, poi ferito e squartato. 

  • Il padellone

Ogni anno alla fine di luglio vi è la sagra del pesce. In un grosso padellone viene fritto del pesce che viene servito agli abitanti di Trezza e alle miglia di turisti che vengono ad assistere all’avvenimento.