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Una prova di maturità attende Danilo D’Agata. Sabato sera ad Ejsberg, in Danimarca, il pugile di categoria Mediomassimi esordirà a livello internazionale. La sfida per lo “Ebu-Eu”, Titolo dell’Unione Europea, giunge dopo una lunga serie di importanti gare nazionali che hanno consegnato al guantone catanese ben tre titoli tricolore ed una Coppa Italia in sei anni di carriera professionistica.

D'Agata con la Presidente Messina ed il tecnico Donini

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L’avversario di sabato. A giudicare dai numeri, si presenta come un atleta da far tremare i polsi. Si tratta dello svedese Erik Skoglund, prossimo ai venticinque d’età, imbattuto con ben diciannove vittorie su altrettanti incontri in quattro anni. “Ho avuto modo di visionare alcuni filmati del mio avversario – queste le ultime parole di D’Agata, intercettato da noi questa mattina (mercoledì) all’Aeroporto di Catania qualche ora prima della partenza -. Credo che, per tenergli testa, sarà importante non concedergli un bersaglio fisso. Io gareggerò sulla base della mia esperienza e del mio modo di fare pugilato. Ogni match, comunque, ha una sua storia. Per preparare questo confronto, nelle scorse settimane ho intensificato gli allenamenti rivestendo il ruolo di sparring partner con alcuni colleghi della Nazionale italiana dilettanti (Elite), impegnati a metà marzo ad Assisi per un raduno agli ordini del Coach Raffaele Bergamasco, tra cui il mio concittadino Salvo Cavallaro, giovane di sicuro avvenire”.

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Maccarrone e Pappalardo

 

L’infortunio è ormai un lontano ricordo. “A settembre ho ritrovato la forma migliore dopo i problemi riscontrati all’ernia del disco – puntualizza D’Agata - . Il prezioso lavoro del Professor Pietro Tamburo, e del suo staff medico ennese, si è rivelato determinante. Adesso è tempo di concentrarsi su questo evento che, in caso di esito positivo, potrebbe aprirmi scenari di rilievo sempre nel panorama internazionale”.

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Buremi e Messina

La carriera. Dodici vittorie, una sconfitta ed un pareggio nei quattordici confronti sin qui sostenuti dal mediomassimo etneo. Tra le affermazioni da ricordare, quella post-infortunio che risale allo scorso gennaio, di fronte al pubblico amico del Palacatania, e quelle per i titoli italiani contro Cichello, Barletta e Cocco tra Enna e la sua città tra il 2010 ed il 2011. L’unica sconfitta è stata patita nell’ambito dell’ultima sfida per il titolo italiano, due anni fa a Roma contro l’albanese Orial Kolaj.
Le società di riferimento. Danilo D’Agata è tesserato a livello professionistico con il Team Cavallari dell’omonimo manager emiliano Sergio. Si allena nella sua città con la realtà che lo ha lanciato, la Boxing Team Catania Ring, club pugilistico che opera a Librino, quartier generale Palanitta. E’ presieduta da Grazia Messina, diretta tecnicamente da Aroldo Donini (marito della Presidente) che si avvale del lavoro dei Maestri Antonino Maccarrone e Giuseppe D’Urso. Vanta la presenza di un altro professionista, il leggero di Paternò Giuseppe Lo Faro ed è stata la prima società di Salvo Cavallaro, il plurititolato giovane azzurro che adesso scalda i guantoni con la Nazionale maggiore. “Confidiamo nelle qualità di Danilo, sarebbe un premio ai tanti sforzi compiuti in questi anni dall’intero staff e dall’intera dirigenza. Da anni il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per il quartiere in cui lavoriamo e per le zone limitrofe – dice Donini, anche lui intercettato al fianco di D’Agata poco prima della partenza per la Danimarca -. Nella nostra palestra accogliamo tanti giovani che intendono avvicinarsi al mondo della Boxe. L’augurio è di avere sempre l’aiuto delle Istituzioni, al momento sicuramente presenti (Municipalità ed Amministrazione comunale), viste le difficoltà economiche e organizzative dello sport a Catania. Sul fronte degli impegni, stiamo preparando i giovani Antonino Vaccaro, Simone Buremi e Gianluca Pappalardo all’imminente “Trofeo azzurrini” che si svolgerà tra un mese a Cuneo”.